NON BASTANO GLI ANGELI PIÙ EROTICI DEL PIANETA: PER VICTORIA’S SECRET È CRISI IN AMERICA

Le donne americane bannano l’erotismo estremo? Meglio il #METOO. E Victoria’s Secret va in crisi.

Il caso Weinstein miete più vittime di quanto si pensi: dalla depressione cinematografica al declino di Marchesa, il marchio di moda co-fondato dall’ormai ex moglie Georgina Chapman e Karen Craig.

Come ormai è noto, infatti, la griffe di lusso ha rinunciato a presentare le sue collezioni durante la New York Fashion Week proprio per scongiurare maggiori pressioni sull’immagine dell’azienda.

Victoria's Secret in crisi, colpa del METOO. Elsa Hosk
ELSA HOSK INDOSSA UN REGGISENO DA 2100 DIAMANTI

Un tentativo di rivalsa è stato concesso da Scarlett Johansson che, l’8 maggio scorso, durante il MET Gala 2018 ha indossato una creazione firmata dal marchio.

Molti utenti della rete non le hanno perdonato la scelta di opporsi alle sue colleghe scatenando una bagarre sui social.

Ma siamo sicuri che il produttore cinematografico non sia anche l’artefice – a sua insaputa – del decadimento di Victoria’s Secret?

Archiviato il caso Marchesa, oggi è Victoria’S Secret a dover convincere le donne americane che essere sensuali non significa, a tutti i costi, sottomettersi all’uomo.

Il calo delle vendite del celebre marchio di lingerie fondato quarant’anni fa, è stato denunciato dal Wall Street Journal che ha svelato, come conseguenza, un calo del titolo del gruppo L. Brand cui fa capo, appunto, Victoria’s Secret.

TUTTA COLPA DEL #METOO?

Le donne americane sono stanche di sentirsi oggetto del desiderio sessuale maschile. Ma è solo Questo?

Sembrerebbe di no. Infatti, qualche mese fa un’analisi di mercato di Wells Fargo ha rilevato che il 68% degli interpellati non gradirebbe l’immagine dell’azienda, produttrice di collezioni “forzate”.

LA POLEMICA SCATENATASI SU RED AZEK E LE DIMISSIONI DI JAN SINGER.

Per gli americani la libertà sessuale è importantissima. Per tal motivo, il commento di Red Azek, Chief Management Officer, che ha spiegato il motivo per cui in passerella non sfilano modelle transgender o extralarge, ha scatenato un dibattito acceso che ha portato alle dimissioni della CEO Jan Singer.

Nulla si perdona negli States e il classismo sessuale, portato avanti con orgoglio da Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non piace alle piazze.

CASCA IL MITO DEL MIRACLE BRA.

Nell’epoca in cui predomina la praticità, il reggiseno che ha fatto la storia del marchio non regge la competizione con una biancheria intima più comoda.

Ferretti e pizzi, infatti, hanno lasciato il posto a triangoli e top meno invadenti. Insomma, pare che Victoria’s Secret, per piacere alle americane, dovrà rivedere le sue collezioni. Ma lo farà?

Dopo l’addio di Adriana Lima sulle passerelle del noto marchio di lingerie, si corre anche il rischio che il maxi evento diventi solo uno spettacolo infruttuoso alla mercé di un passato – glorioso – che si affanna a ritornare.

 

mam-e.it

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