“Oggi rendiamo Facebook Watch disponibile ovunque, offrendo alle persone in tutto il mondo un nuovo modo per scoprire video straordinari e interagire con amici e autori. Invitiamo tutti a prendere parte a questa rivoluzione”. Così Fidji Simo, a capo della divisione Video di Facebook, annunciando il lancio globale di una nuova tv nata in seno al più grande social network in circolazione.
La multinazionale di Mark Zuckerberg presentò l’iniziativa un anno fa spiegando che non intendeva far concorrenza alla tv tradizionale, ma anzi immaginava Watch come complementare. Un luogo per raggiungere un vasto pubblico per i produttori con contenuti alternativi. E allo stesso tempo una piattaforma per nuovi autori.

Ammesso che l’ambizione non sia fare concorrenza alla tv, cosa invece probabile in prospettiva, il primo a dover temere l’iniziativa è YouTube. Non a caso Facebook disse immediatamente di voler condividere gli introiti pubblicitari con chiunque produca a differenza della piattaforma di Google. Intrattenimento, sport, notizie, show, serie, ma sempre nell’ottica di Facebook perché la lista dei video si integrano con le pagine che seguiamo.

In più la promessa di alcune sperimentazioni: “Stiamo creando nuove esperienze video incentrate sulle persone -ha proseguito Simo- dando loro la possibilità di definire in quale direzione i contenuti devono evolvere”. Nel corso del tempo, stando ai piani di Facebook, arriveranno i video party, le prime visioni, i video incentrati sulla partecipazione del pubblico. E renderà più facile la ricerca dei contenuti in diretta per consentire di discuterne mentre stanno accadendo.

Tv sociale quindi, ma comunque tv che vuol giocare a 360 gradi portando il piccolo schermo in un terreno scivoloso sul quale nemmeno Netflix ha mai deciso di entrare (benché abbia a lungo testato alcune funzioni simili al pari di Amazon). Ma anche Simo parla di una scenario futuro: se si arriverà alla vera tv social sarà un processo graduale. Tutto dipende dai contenuti, quanti ce ne saranno e di quale qualità. In poche parole chi fra grandi e piccoli produttori deciderà di tentare questa strada. Perché alla fine sono i contenuti che fanno della tv il più grande mercato pubblicitario al mondo, per dimensioni è venti volte maggiore rispetto a quello dei video online, e nessuno fino ad ora è riuscito dal Web ad avvicinarsi.

ildecoder.com

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